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Microclima e comfort termoigrometrico negli uffici: la progettazione

Progettare un edificio per uffici con un buon comfort termoigrometrico, gli aspetti da considerare nel progettO

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Come ottenere un buon livello di comfort termoigrometrico in un edificio per uffici? E, quindi, come controllare i parametri che influenzano il comfort termoigrometrico quando progettiamo un edificio per uffici? Abbiamo già visto l’importanza del comfort visivo e del comfort acustico in un edificio destinato a uffici e su quali aspetti del progetto possiamo intervenire. Vediamo ora quali elementi influenzano il comfort termoigrometrico in uno spazio per uffici per poter progettare un ambiente con un microclima adeguato e confortevole.

Nell’ottica di una ottimizzazione dei consumi energetici, e verso edifici a energia quasi zero con consumi di energia sempre più ridotti – come richiesto ormai anche dalle normative in materia -, diventano sempre più importanti le scelte a livello di progettazione. Pensiamo a un edificio per uffici: se fino a non moltissimo tempo fa il controllo delle condizioni ambientali interne era demandato agli impianti di climatizzazione, oggi questo è diventato impensabile, ora la soluzione sta nel buon progetto dell’edificio e del suo involucro.

Il primo passaggio sarà quello di valutare le condizioni ambientali del sito su cui andremo a realizzare la struttura, così da scegliere, per quanto possibile, la migliore esposizione e la migliore forma architettonica da dare all’edificio sulla base delle caratteristiche di soleggiamento, di ventilazione prevalente, di temperatura del luogo, e anche in funzione delle fonti di rumore esterne.

A seconda del clima esterno e di quelle che sono le richieste per il microclima interno dovremo scegliere quanto dovrà essere l’apporto solare per avvantaggiarci nel riscaldamento dell’edificio e quanto dovremo invece schermare la radiazione solare per limitare le esigenze di raffrescamento che rappresentano, negli edifici tradizionali, una quota molto importante del consumo energetico.

Dobbiamo però immaginare un edificio e un involucro non come parti fisse e sempre uguali, ma come elementi in grado di adattarsi alle variazioni ambientali, stagionali e quotidiane. Una volta stabilite la posizione dell’edificio e la sua forma, procederemo perciò con il progetto delle chiusure esterne, pareti e copertura in particolare.

Consideriamo i parametri che determinano le condizioni termoigrometriche in un ambiente confinato: vi sono la temperatura dell’aria e l’umidità relativa, la temperatura radiante delle superfici, la velocità dell’aria e i ricambi d’aria. Un involucro sempre più performante ci consente di ottenere ottimi risultati dal punto di vista del controllo dei parametri suddetti, mentre gli impianti tecnici interverranno solo con piccoli contributi.

sistemi di facciata che possiamo realizzare sono tantissimi, pensiamo alle facciate ventilate e alle coperture ventilate, ma anche alle più classiche pareti vetrate. Sicuramente dovremo prevedere un buon isolamento termico e contemporaneamente un buon sistema di protezione solare. A questo scopo rispondono molto bene anche le vetrazioni, in grado di adattarsi alle variazioni di radiazione incidente sulla superficie così da essere selettive nel passaggio, sia i vari sistemi di schermature solari, come ad esempio i frangisole.

Oltre agli apporti esterni, dovremo controllare anche le fonti di calore presenti all’interno dell’edificio, possiamo pensare ai contributi all’aumento della temperatura dovuti all’illuminazione, ai macchinari per ufficio (computer, stampanti, fotocopiatrici…) e alla non trascurabile presenza di persone che influenza anche molto le variazioni di umidità.

Nella scelta del tipo di involucro e della struttura che realizzeremo non vanno dimenticati, naturalmente, anche tutti quegli aspetti non traducibili in valori numerici di parametri oggettivi, ma dovremo considerare il comfort dell’ambiente di lavoro come benessere ambientale, fisiologico e anche psicologico. In questo senso può essere significativo introdurre la possibilità di gestire alcuni parametri (ad esempio temperatura e ventilazione) attraverso regolazioni manuali e puntuali per ciascuna postazione di lavoro, almeno entro un range di valori, così da poter rendere l’ambiente più adattabile e la postazione di lavoro più confortevole.

Fonte: https://www.teknoring.com/guide/guide-architettura/microclima-comfort-termoigrometrico-uffici-progettazione/